
Regia: Wong Kar-Wai
Interpreti: Tony Leung Chiu-Wai, Gong Li, Faye Wong, Zhang Ziyi, Carina Lau, Maggie Cheung
Paese: Francia – Honk Kong (2004)
“Nella vita il vero amore lo si può mancare se lo si incontra troppo presto o troppo tardi”
2046 è il numero di una stanza d’albergo e un anno, distante altri 80, in un futuro che uno scrittore racconta popolandolo con le immagini e i volti del suo presente ma radicando nel passato la ragione del suo narrare: egli ha amato e perso quell’amore per gioco tra Singapore ed Honk Kong e adesso narra per ricostruire, nella memoria del futuro, il senso perduto. Dentro questo tentativo si realizza la sua vita, negli anni che vanno dal 1963 al 1969.
Il modo in cui il protagonista del film sta al mondo è quello del gioco: per gioco ha perso il proprio amore ed è stato espulso dal passato, giocando adesso si relaziona alle figure femminili che incontra. La ricerca del senso attraverso il romanzo, seguendo una rigorosa relazione tra arte e vita, si intreccia con la dimensione ludica della sua esistenza impedendo alla prima di potere essere completa. Il “gioco” è qualcosa di molto serio, direi una figura decisiva della modernità. Esso coincide con quella fase dell’esperienza umana che si presenta quando, di fronte al crollo di ciò che ognuno di noi identifica con la sua patria, non resta altro oltre l’ironica evidenza dell’indistinzione delle figure sociali: morta la propria patria (o il proprio amore-ideale-dio) si attraversa una fase in cui non esiste differenza tra gli eroi e le puttane. Lo scrittore protagonista del film vive in questa fase e proprio per questo la sua ricerca del senso perduto attraverso l’arte si rivela votata al fallimento, tuttavia alludendo a un possibile nuovo senso, figlio della consapevolezza dell’irredimibilità del passato.
Nel viaggio che è un perdersi, ossia nel non ritrovare il tempo perduto, si crea quella nuova e paradossale patria dove il fine del viaggio è proprio l’eterno viaggiare dentro l’utero cieco e illimitato di un futuro immaginato. Il protagonista del romanzo, alter ego dello scrittore e quindi del protagonista del film, evoca la figura dell’Ulisse dantesco, apolide per formazione che fugge la patria ritrovata e, nell’aspirare agli estremi limiti del mondo, si condanna alla gloria di un indefinibile svanire.
Il nuovo senso rinnova la consapevolezza che il passato non conosce redenzioni e ogni determinismo ne esce così disfatto di fronte alla passione che più di ogni altra orienta le nostre esistenze: l’amore, di per sé imprevedibile. Le stesse androidi che il viaggiatore nel tempo ama nel futuro differiscono i loro sentimenti, celandoli allo sguardo di chi sa di amare ma mai può avere la certezza dell’essere a sua volta amato: l’incertezza, al termine della storia, è quanto di più certo si possa avere.
La forma del film ne richiama il contenuto o forse non fa altro che sedimentarsi su di esso. Il canone stilistico “utilizza” un raffinato erotismo dei mezzi espressivi che fa ricorso alla penetrazione senza mostrarla. Il contatto tra le cose fugge l’impatto visivo, giocando anch’esso a ritrarsi, mentre scorrono impressioni di visi belle come gli sguardi degli amori non detti o perduti ma mai piegati all’ossessiva volgarità della nostalgia. Il movimento stesso della macchina da presa, girando accanto ai corpi, sembra accarezzarli appena, quasi a volerne rispettare l’intima fragilità, la miseria e lo splendore, infine catturandoli in un ultimo gioco che li consegna a noi spettatori come carne della cui carne siamo fatti.
Gregorio Sorgonà “Paul Sweezy”
Niente male…
Il film o la recensione?
In ogni caso grazie (e se ti va di pubblicizzare il nostro spazio sul tuo spazio noi faremo altrettanto aggiungendoti al blogroll). A presto, Paul.
Molti lo hanno giudicato inferiore allo splendido “In the mood for love” (stesso regista, stesso protagonista).
A mio parere è semplicemente diverso, ma (come il precedente) da gustare scena per scena e che chi ama il “vero cinema” non dovrebbe assolutamente perdere.
Un film complesso e raffinato che parla del passato che rimpiangiamo e che non ritorna.
Concordo. E’ un film che va centellinato, ripreso, riassaporato.
P.s.: Ci scusiamo con tutti gli utenti, ma per ragioni che non abbiamo ancora compreso, la lista di link è improvvisamente scomparsa. a presto, Paul.
sono davvero basita…. non me lo spiego nemmeno io!
ok, ce l’ho fatta! ora è ricomparso tutto! ma soprattutto auguri a Controreazioni che ieri ha compiuto un anno!!!! grazie a tutti!
Che bello il nuovo formato!!!!! Auguri a noi a voi a tutti, Chiara hai fatto un lavoro perfetto, che ce la venga a chiudere qualche decreto legge di nuovo conio questa perla, così sarà chiaro a tutti chi sta dalla parte della bellezza e chi da quella di … mi verrebbe in mente il nome di un politico noto per il suo stile offensivo, lo sguardo non propriamente fisso e il cognome vagamente somigliante a un politico democristiano abruzzese degli anni ‘80. Ma se lo dico ci censurano poi? Ma si disobbediamo: Gasparri.
Paul.
Ciao! ha aperto i battenti il nuovo portale di cinema direttamente dagli studios di Cinecittà.
News, recensioni, anteprime, foto, video e tanto altro ancora; e se vuoi collaborare con noi scrivendo recensioni scrivici @ dnacinema@yahoo.it
http://dnacinema.blogspot.com/
P.S.
Complimenti per il blog, ottimo lavoro! A presto
Ciao, ti ringrazio per l’invito. Penso a nome di tutte le persone che scrivono su controreazioni volevo chiederti che tipo di recensioni cercate? E’ possibile inviare recensioni già inviate sul nostro sito? (sarebbe auspicabile visto che il tempo latita). Aspetto altre informazioni, a presto P.
[...] 2046 – L’erotismo dell’ironia Regia: Wong Kar-Wai Interpreti: Tony Leung Chiu-Wai , Gong Li , Faye Wong , Zhang Ziyi , Carina Lau, Maggie Cheung Paese: Francia – Honk Kong (2004) “Nella vita il vero amore lo si può mancare se lo si incontra troppo presto o troppo tardi” 2046 è il numero di una stanza d’albergo e un anno, distante altri 80, in un futuro che uno scrittore racconta popolandolo con le immagini e i volti del suo presente ma radicando nel passato la ragione del suo narrar [...]
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scusate… ma nn ci sono link qui?
in che senso non ci sono link? 0_o
Si che ce ne sono
In alto a ogni nome, se clicchi, corrisponde un link.
A presto, P.
[...] competitiva alla misura del capolavoro per tentare di capire quale, tra In the mood for love e 2046, fosse l’opera più riuscita dell’autore di Honk Kong. Strano intento competitivo, che di [...]